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sabato 13 maggio 2017

VACCINI? SI, GRAZIE: LA CAMPAGNA SOCIAL IDEATA DAL MAGAZINE FAMILY HEALTH

Sì ai vaccini è la campagna social ideata dal magazine Family Health per sensibilizzare sul tema: lo strumento scientifico più efficace per proteggere i nostri figli e la comunità dalle gravi malattie



Sì ai vaccini nasce dalla Settimana europea, e mondiale, delle vaccinazioni svoltasi dal 24 al 30 aprile per confermare il valore scientifico e l’importanza sociale di questo strumento. 
LA CAMPAGNA SUI SOCIAL - La campagna “virale” ha già raggiunto 100.000 italiani e tutti possono partecipare. Come? Seguendo le istruzioni sulla Mappa Google (http://bit.ly/mappa-si-ai-vaccini) e aggiungendo il proprio nome (anche di fantasia) e un breve commento sul perché dovremmo dire tutti sì ai vaccini. 
Hanno già detto “sì” ai vaccini:
  • Alberto Villani, Presidente Società Italiana di Pediatria (SIP), Responsabile Dipartimento Pediatria Generale e Malattie Infettive, Ospedale Bambino Gesù, Roma
  • Giovanni Corsello, Past President Società Italiana di Pediatria (SIP), Professore Ordinario Pediatria, Università di Palermo
  • Mauro Stronati, Presidente Società Italiana di Neonatologia (SIN), Direttore Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia
  • Marcello Ciaccio, Presidente Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SiBioC), Professore ordinario di Biochimica Clinica della Scuola di Medicina, Direttore del Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio del Policlinico Universitari, Palermo
  •  Marco Bianchi, Divulgatore scientifico nella squadra del Prof. U. Veronesi, cuoco amatoriale, autore di libri di cucina e volto televisivo.
OBBLIGATORIO SI O NO? CONTA SENSIBILIZZARE - Mentre si discute per rendere obbligatoria questa pratica clinica per garantire l’accesso sicuro dei bambini agli asili nido, tutti concordano sull’importanza della sensibilizzazione per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale appropriata (95%) indispensabile per ridurre la “circolazione” dei germi e proteggere ciascun individuo, a partire dai più piccoli e per tutte le fasi della vita, dall’insorgenza di malattie ad alto rischio di disabilità o di morte. 

SALVARE VITE - L’introduzione dei vaccini ha infatti permesso di salvare milioni di vite e prevenire malattie complicanze. Ne è un esempio il morbillo, fatale per un numero di pazienti tra i 30 e i 100 casi su 100.000 persone colpite (fonte Epicentro) a causa di superinfezioni batteriche.
Anche se i vaccini non forniscono una protezione completa dalla malattia alla totalità degli individui a cui sono stati iniettati, emerge chiaramente dai dati che la diffusione delle vaccinazioni ha prodotto un importante calo del numero dei casi per malattie come poliomielite e difterite (per il 100 %), morbillo, rosolia e pertosse (oltre il 96%), tetano (91%) ed epatite B (86%).

L'IMPORTANZA DELLA COPERTURA PER LA COMUNITA' - Un’elevata copertura vaccinale permette inoltre di proteggere le persone che, per controindicazioni mediche o una mancata risposta immunitaria, non possono vaccinarsi.
E se qualcuno ancora dubitasse a causa di campagne denigratorie appartenenti al passato, è bene sapere che dal 2002 i conservanti a base di mercurio (timerosal) non vengono più utilizzati. 

CORRETTA INFORMAZIONE - La nuova sfida è dunque sfatare i falsi miti, rassicurare la popolazione a tutti i livelli attraverso una corretta informazione che tenga aggiornati sul calendario vaccinale per ciascuna età e documenti sull’efficacia reale e il grado di protezione per tutti i vaccini. Perché l’unica arma di prevenzione efficace per i nostri figli e per la comunità in cui viviamo resta la copertura vaccinale.
In quest’ottica si inserisce Family Health – per amore della tua salute che, attraverso il magazine per la famiglia, con editoriali, rubriche di esperti e news, contribuisce a sensibilizzare i lettori sull’importanza della prevenzione, come primo passo responsabile nella gestione del bene più prezioso: la salute. 

venerdì 7 marzo 2014

EFFETTI DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO SUI BAMBINI

Quali sono gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini? Quali interventi si possono attuare per prevenire/contrastare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute? Quale politiche di sanità pubblica è meglio adottare per la popolazione?

Martedì 11 marzo 2014, alle 11.00, a Torino presso il Salone del Rettorato (Via Verdi 8 – I piano), verrà presentato il progetto di ricerca europeo MAPEC-LIFE (Monitoring Air Pollution Effects on Children for supporting public health policy) che si occupa del monitoraggio degli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini a supporto delle politiche di sanità pubblica, al quale l’Università degli Studi di Torino partecipa.

Interverranno:

- Il Rettore dell’Università di Torino, prof. Gianmaria Ajani
- Il Responsabile della divulgazione del progetto MAPEC_LIFE, prof. Giorgio Gilli
- Il Referente scientifico del progetto MAPEC_LIFE, prof.ssa Elisabetta Carraro

giovedì 5 novembre 2009

NON LASCIAMOCI "INFLUENZARE": TRE APPUNTAMENTI PER FARE CHIAREZZA SULL'INFLUENZA A


Quattro mesi fa l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato d'allerta per la pandemia influenzale provocata dal virus A/H1N1. Questo periodo è bastato per generare tanta confusione, dubbi, e una vera psicosi dettata dall’allarmismo più assoluto.

Fondazione Idis-Città della Scienza propone un canale di informazione che sarà d’aiuto a chiunque voglia darsi risposte sul problema e verificare tutto quanto è stato detto e si dice sul tema “Influenza A”.

L’iniziativa vuole dare voce a domande, incertezze, perplessità sorte e alimentate da continue notizie contraddittorie e offrirsi come strumento di risposta ai tanti interrogativi che tutti si pongono sul virus e la sua pericolosità, sul vaccino e la sua distribuzione, sul comportamento da tenere per un’adeguata prevenzione e su come comportarsi in casi particolari.
Una corretta informazione aiuta a sentirsi più sicuri, evita il panico, e rende più consapevoli

Per questo motivo verranno organizzate, per le prossime domeniche, alcune attività e una serie di incontri con esperti del settore: virologi, medici e scienziati, metteranno a disposizione le loro conoscenze ed interagiranno col pubblico per dare risposta ai quesiti che molti si pongono in questo momento.

Il primo appuntamento in programma è domenica 8 novembre con la dott.ssa Emma Montella, membro del comitato Pandemico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II”; domenica 15 novembre sarà il dott. Giulio Cocco, dirigente medico della Divisione di Malattie dell'Apparato Respiratorio ad Indirizzo Riabilitativo dell’Azienda Ospedaliera “A. Cardarelli”ad incontrare il pubblico del Science Centre ; mentre domenica 29novembre sarà la volta del dott. Domenico Guarnaccia, virologo e membro dell’AISERV – Associazione Italiana per lo Studio e la Ricerca virologica - Osp. Cotugno di Napoli.

Con a questi appuntamenti si vuole provare a superare i luoghi comuni e a fare più chiarezza sull’emergenza sanitaria, evitando le ambiguità. Conoscere un problema significa combatterlo meglio.

Città della Scienza - Science Centre
domenica 8, 15 e 29 novembre ore 10 - 19
Non lasciamoci “influenzare”

www.idis.cittadellascienza.it

sabato 14 febbraio 2009

L'OBESITÀ IN ITALIA: UNA GRANDE CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE E SCREENING


Per sovrappeso e obesità si intende quella condizione che si verifica quando vi è un eccesso di massa grassa che supera i valori dell’indice di massa corporea (BMI). Tale indice, tenuto conto di piccole variazioni in rapporto all’età pediatrica e alla razza, si ricava dal rapporto del peso espresso in Kg e l'altezza espressa in metri al quadrato, è l'indicatore oggi più utilizzato nella valutazione clinica e nella classificazione del sovrappeso e dell'sbesità (es. Peso Kg. 70 / altezza m. 1,702 = 24,2: peso al limite superiore del normale).




L’obesità è il primo passo verso l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, l’aterosclerosi, il diabete, le patologie cardiovascolari, i problemi respiratori con apnee nel sonno ecc. Considerata, fino a non molti anni fa, solo una condizione in cui vi è un accumulo di grasso negli adipociti, in seguito a numerose indagini è emerso che il grasso bianco, costituito da adipociti maturi e da altre cellule, è un vero e proprio organo endocrino con un importante ruolo nei meccanismi infiammatori e metabolici divenendo così un importante problema di salute pubblica a livello mondiale.

Epidemiologia e costi

Negli USA, si sono registrati i picchi massimi di obesità pari al 40% negli adulti e il 32% dei soggetti in età evolutiva, percentuali che purtroppo sono di poco inferiori in molti altri paesi.
In Italia dove la dieta mediterranea dovrebbe rappresentare una significativa prevenzione, l'obesità non è una malattia dei ricchi, in quanto coinvolge anche quelle fasce di popolazione più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico . Il 34% delle persone pari a circa 18 milioni di adulti, è sovrappeso e circa il 10% pari a quattro milioni è obeso. Soprattutto gli uomini sono in sovrappeso (42% contro il 25,7% delle donne) e l'obesità è più comune nel Sud (11,4%, contro 7,5% del Nord-Ovest). Le età più a rischio sono i 45-54 anni (13%) e i 55-64 anni (15%) mentre rare sono le persone anziane sovrappeso (12,4%).
Alcuni dati epidemiologici evidenzialo che ogni giorno 156 italiani perdono la vita, pari a 57 mila decessi/anno per le conseguenze dell'eccesso di peso, con un costo che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) e' pari all'1% del Prodotto interno lordo. In Europa l’obesità incide per l'1% del Pil e per il 6% della spesa sanitaria. I costi indiretti, come perdita di produttività sul lavoro, sono doppi rispetto a quelli diretti, calcolati come numero di posti letto occupati mentre difficilmente calcolabili sono i costi dovuti a minor rendimento scolastico, discriminazione lavorativa, problemi psicosociali

La campagna "Dai peso al peso"

Per cercare di mettere un freno ad un problema di salute pubblica tanto grave prende il via da Roma il 13 e 14 Febbraio per terminare in Giugno a Cagliari la campagna 'Dai peso al peso', organizzata nell'ambito del progetto per combattere il sovrappeso e l’obesità, condotto in collaborazione fra Istituto Superiore di Sanità, Istituto San Raffaele Pisana di Roma, la Società italiana dell'obesità e l’azienda Acaya, specializzata in simulazioni sanitarie.

Durante il periodo della campagna, saranno in campo oltre 200 medici e 100 infermieri in 8 ambulatori e dal 2 febbraio sarà attivato il numero verde 800.928892. Le persone di età compresa tra i 18 anni e i 75 anni interessate al controllo, possono liberamente avvicinarsi ai 50 punti predisposti nelle Iper-Coop, dove saranno accolte da medici e infermieri per controllare il peso su apposite bilance, che riescono a calcolare la quantità di grasso anche stando in posizione eretta, misurare la pressione arteriosa, eseguire un prelievo capillare di sangue per determinare la glicemia e il profilo lipidico e un test sul comportamento psicologico nei confronti dell’alimentazione.

Si otterrà per la prima volta una mole di dati, per i quali è stato garantito l’anonimato dal Direttore del Dipartimento del Farmaco dell'Iss, Dr. Stefano Vella, relativa a 10 mila persone in sovrappeso o obese e si cercherà di valutare, come ha detto il Prof. Saverio Cinti dell’Università Politecnica delle Marche e Presidente della Società Italiana dell'Obesità, quante sono le persone obese e in sovrappeso effettivamente a rischio di patologie conclamate. Queste potranno essere ricontattate e ricontrollate a scopo preventivo in futuro per seguire l'evoluzione del loro stato di salute.

La prevenzione

La prevenzione è tutt’altro che facile perché lo stile di vita è cambiato (meno frutta, verdure e pasti a orari regolari) e le offerte alimentari di hamburger con salse pronte, biscotti, merendine, patatine fritte, cibi industriali con additivi contenenti sostanze scatena-fame ecc. sono notevolmente aumentate. Inoltre negli ultimi anni un hamburger che conteneva fra 500 e 600 calorie, oggi arriva a contenerne 1.200 e nei vari alimenti si abbonda con gli oli di semi che, a differenza dell’olio extra vergine d’oliva, oltre ai gravi problemi metabolici, non da il senso di sazietà.

Sono pertanto indispensabili tre elementi fondamentali:
  • esercizio fisico: deve essere misurato in rapporto con l’età del soggetto; negli anziani le passeggiate possono essere di notevole aiuto;
  • tipo di alimentazione: deve tenere conto dei cardini della “dieta mediterranea”, ricca di verdura, frutta in più pasti nella giornata, olio extra vergine d’oliva possibilmente come unico grasso, pesce;
  • quantità ridotte: queste devono essere spiegate concordate e ripetutamente “contrattate” con un medico senza rinunciare ai carboidrati soprattutto complessi e permettendo qualche deroga perché il mangiare è uno dei piaceri della vita e la dieta non deve essere una punizione altrimenti o prima o dopo viene abbandonata con maggiori recuperi di peso. In pratica bisogna far capire quale è l’eventuale deroga che non fa perdere peso per cercare di limitarla al massimo concordando alternative alimentari e quantità.

Le risposte alla campagna “Dai peso al peso” una delle più vaste mai condotte in Italia, sono attese fra circa un anno e mezzo, a conclusione dell’esame di tutti i dati rilevati.

Per saperne di più: www.nutrimi.it
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